Chapter Five: Second Circle — The Fog That Speaks Your Own Voice Back

La nebbia arrivò prima come un cambiamento di pressione.

Non la vedevo ancora — il corridoio davanti a me era buio e stretto come prima, con le pareti di cemento grezzo che riflettevano la luce fluorescente in modo irregolare, a chiazze, come se qualcuno avesse applicato la vernice senza interesse per il risultato. Ma la sentivo arrivare nel modo in cui si sente arrivare il tempo brutto sull'Indiana, non come un fronte ma come un'intenzione — qualcosa di caldo e umido che si inseriva nell'aria già esistente senza chiedere permesso, come una voce che si sovrappone a un'altra.

Voss stava camminando davanti a me e non stava guardando il corridoio. Stava guardando le sue mani, o quello che erano le sue mani — quelle appendici sfocate ai margini del suo corpo che a tratti sembravano dita e a tratti sembravano la memoria di dita. Era la prima volta che lo vedevo fare qualcosa di così ordinario come guardare le proprie mani, e non capii perché lo facesse fino a molto più tardi, quando mi tornò in mente che stava guardandole perché si stava preparando a non poter fare niente.

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Chapter Five: Second Circle — The Fog That Speaks Your Own Voice Back — La Discesa di Hawkins: Commedia del Sottosopra | GenNovel