Chapter Fourteen: The Supreme Demogorgon and the Choice at the Frozen Center

L'atrio era vasto nel modo in cui sono vaste le cose che non hanno avuto bisogno di crescere — che esistevano già nella dimensione a cui sono arrivate, complete e indifferenti alla propria completezza. Il soffitto saliva in un'altezza che smetteva di essere misurabile, non perché si perdesse nell'oscurità, ma perché la luce — quella luce senza sorgente, senza angolo, senza ombra portata — lo rendeva impossibile da calcolare. Il marmo del pavimento era bianco con venature grigie, e ogni venatura correva nella direzione di qualcosa che non si vedeva, come frecce su una cartina che punta verso un luogo non nominato.

Colonne. File di colonne lungo i lati dell'atrio, distanziate con la precisione di chi ha misurato due volte e poi ha cancellato i segni della misurazione. Tra le colonne, banchi di attesa: sedute in vinile color avorio, braccioli di alluminio, il tipo che si trova negli uffici del welfare, negli studi dei medici del lavoro, negli sportelli dell'anagrafe di ogni città che abbia mai chiesto ai propri cittadini di aspettare di essere riconosciuti.

I banchi erano vuoti.

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Chapter Fourteen: The Supreme Demogorgon and the Choice at the Frozen Center — La Discesa di Hawkins: Viaggio attraverso il Sottosopra | GenNovel