Elisa di Castel Verano era nella città da tre ore quando la convocazione arrivò.
Non era una convocazione nel senso ordinario — nessun sigillo, nessun messaggero in livrea. Era un foglio piegato una volta sola, consegnato da una donna anziana che vendeva pane vicino alla porta occidentale e che Orsino conosceva come moglie di un mugnaio. Sul foglio c'era scritto solo: *la sala delle mappe, il mezzogiorno*. Non c'era firma. Non ce n'era bisogno.
Capii, leggendolo, che la firma era già stata apposta al registro della porta principale, di mattina, con la luce.
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