Lo seppi da Marta.
Naturalmente lo seppi da Marta. Non dalla famiglia Calmieri, che aveva chiuso la questione in fretta e senza cerimonia, come si chiude una finestra quando fuori piove forte e non si vuole discutere del tempo. Non da Isadora stessa, che avrebbe potuto mandarmi un messaggio e non lo fece. Lo seppi da Marta, che comparve una mattina di febbraio sulla soglia della cucina degli Aurentini con un mazzo di erbe secche che nessuno le aveva chiesto di portare e disse, mentre le posava sul tavolo con quella sua calma da fiume lento:
«Hanno dato la Calmieri allo Scorrani.»
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