Chapter 7: Elisa Walks Out of the Unmapped Lands

Quello che so di Elisa, lo so da lei stessa. Da lei e da ciò che ho trovato nelle settimane successive alla nostra prima riunione — lettere, testimonianze di uomini e donne che non avevano ragione di mentire, tracce nei registri delle dogane di confine che confermavano i suoi spostamenti con la precisione involontaria della burocrazia. Ma il modo in cui la immagino camminare verso di noi — quel modo specifico, con quelle spalle, con quella luce — l'ho costruito da zero. È il lavoro che si fa su chi si ammira e si teme in misura uguale: si riempiono i vuoti con la logica della persona, non con la propria fantasia.

Perciò quello che segue è ricostruzione. Marta-che-ricorda lo sa e lo dichiara. Marta-che-scrive cerca di dimenticarlo, perché la verità è che il modo in cui Elisa arrivò al confine è precisamente il modo in cui sarebbe arrivata, se avesse potuto scegliere qualsiasi modo.

La prima cosa che si notava di Elisa, in quel periodo, era i piedi. Non lei stessa — lei era il tipo di donna che non attira l'occhio finché non vuole, e quando vuole è già troppo tardi per guardare altrove. Ma i piedi: calzati in cuoio spesso, cucito a mano, consumato in modo uniforme sulla pianta e non sui talloni, il modo in cui si consumano le suole di chi cammina con il peso distribuito avanti, di chi non indugia ma avanza. Il villaggio di Rasca, tre leghe a est del primo posto di guardia ufficiale di Altomuro, aveva visto passare molti forestieri in trent'anni di esistenza ai margini di tutto. Nessuno era mai entrato camminando così.

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Chapter 7: Elisa Walks Out of the Unmapped Lands — Le Radici del Trono | GenNovel