Chapter 8: The Wrong King's Magnificent Ignorance

Il consiglio si riuniva di giovedì, nella sala che aveva un nome ufficiale che nessuno usava più — la chiamavano semplicemente la Sala dei Velieri, per i quattro pannelli intarsiati nelle pareti che raffiguravano navi in tempesta, dipinte con la precisione ossessionata di qualcuno che non aveva mai visto il mare. Ci entrai la mattina del trentaduesimo giorno attraverso la porta di servizio, con un grembiule rubato dalla lavanderia e una brocca di vino che non avrei mai servito.

Il contatto si chiamava Orsino. Aveva vent'anni, serviva a corte da sei, e detestava il re con la intensità silenziosa di chi lo pulisce dopo che mangia. Mi aveva dato il grembiule tre settimane prima, in cambio di una promessa vaga che entrambi sapevamo potevo non mantenere. Era abbastanza intelligente da saperlo. Era abbastanza stanco da non importargliene.

Mi sistemai contro la parete accanto alla credenza, dove c'era sempre un servitore in attesa, e imparai a guardare senza sembrare di guardare. È una tecnica che mio padre mi aveva insegnato senza saperlo: lui lo faceva con i documenti, spostare gli occhi dalla riga che stai leggendo a quella accanto, così la mente elabora entrambe simultaneamente e nessuno capisce cosa stai veramente cercando. In una stanza, il principio è identico.

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Chapter 8: The Wrong King's Magnificent Ignorance — Le Radici del Trono | GenNovel