Il carro di Malachia il Guercio era tirato da una mula dal carattere filosofico, intendo dire di quella filosofia che consiste nel non affrettarsi verso nulla perché nulla, in fondo, merita l'urgenza. Si chiamava Prudenza, e il nome era stato scelto con quella ironia affettuosa che i vecchi solitari riservano agli animali cui confidano i propri pensieri. Prudenza procedeva a passo uniforme, né più lento la sera né più veloce l'alba, e il suo respiro nel freddo di novembre faceva piccole nuvole che si dissolvevano nell'aria immobile prima ancora che potessimo guardarle bene.
Uscimmo da Brescia per la porta settentrionale quando il cielo era ancora della consistenza del piombo fuso, e la città si lasciò dietro come si lascia un sogno al risveglio: con la sensazione precisa di aver dimenticato qualcosa di essenziale, senza riuscire a stabilire che cosa.
Io tenevo il salterio tra le ginocchia. Malachia teneva le redini.
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