La febbre si spezzò all'alba del quinto giorno.
Pinocchio lo capì prima che Rosaria entrasse nella stanza — lo capì dal modo in cui il respiro di Viola cambiò ritmo, si fece più piatto e lungo, come un mare che smette gradualmente di agitarsi dopo una mareggiata. Non era la respirazione affannosa dei giorni precedenti, quel lavoro visibile e urgente, quel torace che si alzava e scendeva come stesse sollevando qualcosa di pesante. Era respiro ordinario. Respiro che non sapeva di essere guardato.
Pinocchio rimase seduto sulla sedia senza muoversi per un lungo momento. Poi, lentamente, posò il palmo della mano sulla spalliera del letto — non sopra Viola, non vicino a lei, soltanto sul legno del letto. Come se il legno potesse comunicargli qualcosa che lui non era ancora capace di ricevere in altro modo.
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