
Sei sul punto di addormentarti. Non resisterti. Lascia che la coscienza si dissolva come zucchero nell'acqua tiepida. Questo è l'inizio di tutto ciò che ti accadrà, o almeno di ciò che credi ti accadrà. Marco è un viaggiatore dei sogni — non un turista, un professionista. Il suo mestiere consiste nell'entrare nei sogni altrui, muoversi attraverso le loro città impossibili, e rubare ciò che nessuna cassaforte del mondo reale potrebbe contenere: idee, ricordi, desideri nascosti persino a chi li porta. Ma ogni sogno è una città, e ogni città ha le proprie leggi architettoniche, grammaticali, gravitazionali. Nel primo livello trovi Valdiverna, città che cresce verso il basso come radici, dove le strade si moltiplicano ogni volta che le percorri. Nel secondo livello sorge Ircanesse, città costruita sullo specchio di un lago che non riflette mai il cielo attuale ma quello di ieri. Nel terzo livello esiste Sulimara, città che esiste soltanto mentre qualcuno la guarda, e crolla silenziosa non appena volti lo sguardo altrove. A ogni discesa, Marco incontra la stessa donna: Leila, architetta dei sogni, che costruisce le città prima che lui ci entri. Ma qualcosa non torna. Le città cominciano a ripetersi, a contaminarsi l'una con l'altra, come se qualcuno stesse sabotando la geometria del sonno. Marco sospetta che Leila non stia costruendo le città per lui — stia costruendo le città per trattenerlo. La vera missione non era rubare un'idea. Era impiantarne una: convincere Marco che il mondo sveglio è anch'esso un sogno, e che soltanto scendendo ancora più in profondità troverà la città finale, la città che non crolla, la città che è sempre stata il suo vero nome.
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